lezioni inevitabili

 

 

Queste sono alcune lezioni inevitabili, da ricordare senza enfasi e senza disperazione: la pietra scagliata che deve cadere (e per Rilke è felice chi cade, perché cade; per Margherita Porete è felice perché sarà sollevato una volta o molte), il fuoco che deve bruciare, l’attrazione tra due sconosciuti in un rapporto che sarà amicizia o amore, il sacrificio del seme nella terra. Rita Florit affronta queste realtà docenti con il cuore pieno, in un linguaggio che va oltre – totalmente OLTRE, di nuovo senza enfasi e senza disperazione – la lotta fra scrittura chiara e scrittura oscura o fra tradizione e ricerca. I sensi sono sempre accesi e – secondo l’insegnamento di Cristina Campo – diventano sovrannaturali. Allora colgono il Mutamento e il Rapporto, di cui il fuoco rosso è il segno, che contraddicono la morte – non cosa e non oggetto di discorso -; e per quanto dolorosi valgono la resistenza di oggi, in tutti i campi in cui siamo chiamati, tutti, ad esercitarla. Scrivo queste righe nell’eterno caos di Genova e nella sua dolce barbarie autodistruttiva: anche questa è inevitabile, come il fuoco, il seme, l’amore “forte come la morte”.

Massimo Sannelli

 

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