Mariangela Guatteri da “La cognizione dello spazio”

Non è sufficiente dire:” io non sono il corpo”.
Bisogna anche realizzarlo. Non è così semplice.
Bisogna non essere preda del delirio.

L’universo è diviso in tre sistemi planetari, quello
superiore, quello intermedio, quello inferiore. La
Terra fa parte del sistema intermedio.
Anche gli altri pianeti dell’universo sono popolati
da innumerevoli esseri viventi; sulla Terra
non esiste alcun luogo privo di esseri viventi.
In profondità nel terreno ci sono i vermi, nell’acqua
ci sono animali acquatici, nel cielo ci sono gli uccelli.

Tutti sono intrappolati.

Si potrebbe usare la propria energia in modo da
ottenere un corpo che permetta di entrare nel
pianeta.

Al momento della morte bisogna staccare gli
occhi dalla contemplazione degli oggetti, e
impegnare le orecchie ad ascoltare la vibrazione.
Se la mente è turbolenta va fissata e il respiro
condotto alla sommità del capo. Si può raggiungere
la perfezione.
A questo stadio si decide dove andare. Esistono
innumerevoli pianeti.
Si hanno informazioni dell’esistenza di questi
luoghi attraverso la letteratura.
Se per esempio si vuole andare in America, ci si
può fare qualche idea di questo paese leggendo i
relativi opuscoli.
Se si conoscono tutte le descrizioni che i testi
contengono, ci si può trasferire secondo il proprio
desiderio su qualsiasi pianeta.
Il viaggio con mezzi meccanici non è il metodo
riconosciuto.
 

Mariangela Guatteri, Le connnaissance de l’espace/ La cognizione dello spazio, Benway Series Feuilles/Fogli, Tielleci 2014

 

 

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Mariangela Guatteri – Neurosi III da ‘Stati di assedio’

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 dalla postfazione di Federico Federici http://puntocritico.eu/?p=3600

Quinta di cave e risorti

uno stato delle cose. come la terra. un prendere atto. una guerra.

Atto I

Scene: Il giardino, La serra, La fossa del cane


.

Il giardino

.

petali di carne del cuore

un esercito in giardino

nell’incanto del sonno ibernato

un piede di terra smuove un sasso

una benda grassa tiene un taglio

l’erba ammucchia letti

per le gambe recise

vuote di cammino

di casa

.

mine metallo placche tonde

inganna sorte fanno fronte

casse di assi crollate

farfalle di luci

benzina solo per carri.

i fiori si fanno dormire

giorni su giorni

restino ciechi

in messa a dimora

la cripta difesa dei bulbi

.

l’ascia di guerra scava

è pietra fluitata di fiume

se ne fanno calchi

tanto per esser sicuri

se ne fanno copie

e di varia materia.

poi disabitati corpi

disfatti e risorti in paesaggi atroci

da radici ancora vive

irrompono appuntiti:

disintegrate razze

.

è troppo caro il sangue:

rimbocca le pelli

termina gli occhi

per sempre alle insegne

(non parla e non piange

e non muove il calanco

rimette peccati

frana la costa

corrode il fianco)

.

.

La serra

.

L’assiolo scansiona la notte

(viene a morte il tempo)

circoscrive col suono

(emissione di un unico tono che in regola pulsa

e fa la materia)

la dimensione del suo orientamento

è lui che fa il tempo

indica stati: natura presente

a ridosso di casa

mai desistita

in spalanco di porte

.

la casa cresce figli minori

perché muti

pieni di foglie di spine

e polline ovunque

sempre accuditi

esigenti la luce

con l’acqua che viene dal pozzo

interno cuore (un rinnovabile pasto)

quando è assediato si asciuga

intermittente pulsa

dentro il torace di un cane

.

.

La fossa del cane

.

il cane si scava la fossa

(la tomba di un vivo d’inverno)

batte più lento il respiro sui denti

nasconde il fiato

confabula coi vermi

perennemente in scasso

(silenzioso teorema)

(perfetto nell’ecosistema)

.

e in alto le ossa sui rami

forche sgravate di carne e giudizi

vuote le corde

mute le ossa

archi di calcio a riposo

a sbiancare

a vegliare la fossa del cane

la steppa di pelo che sverna i suoi arti

organi interni mucose paure

.

vizio incalcolato la paura

se non si è cane

se davanti ai gialli

di tristi ambulatori

sono abbandonati stati

intestini coscienze.

il cane sta in buca

fuori decàde il cielo

humus sopra fa crepe

e farmaco in gocce sui covi

.

è un pianto a due dimensioni

è fame

si allunga la bocca e le mani

spiluccano il cane e a strappi

anche i bulbi più sotto

sotto la buca in sintesi estrema

si dice attentato si mangiano i vivi

[…]


Mariangela Guatteri

.

MARIANGELA GUATTERI è performer e artista multimediale, ha pubblicato le raccolte poetiche Carbon Copy [Cc] (Il Foglio, 2005) ed EN (d’if, 2009) ed è presente in diverse antologie edite da LietoColle, Giulio Perrone, d’if. Da diversi anni realizza video-poesie e progetti performativi per suono e parola poetica collaborando con musicisti e VJ. Il poemetto Quinta di cave e risorti,   è stato finalista del Premio Sandro Penna (ediz. 2009), e la rivista telematica La GRU ne ha pubblicato alcuni versi nell’antologia Calpestare l’oblio.


EN

Solo il fuoco
e non mi passa questo amore.
Tuoi capelli nel mio pugno questa notte
tuo respiro sottovento nella bocca
e non mi passa questo amore.
Solo il fuoco
al posto degli umori.
E sei bella con le tue cicatrici
che sono le mie impronte digitali;
io mi conosco appena ti sfioro.
Solo il fuoco
che non passa questo amore.


***

Un sentimento equo
ci misura.
Nessuna ansia.
Le distanze minime
sono camere adiacenti
comunicanti come
vasi.
Pratichiamo il desiderio
in cortili interni
quadrati perfetti
nel ritaglio di un cielo impeccabile

***

Lascia ch’io pianga
non sazi gli occhi
di baciarti la nuca
il tuo osso: il mio Atlante
Oriente e Occidente smarriti
i due poli scomposti.
Io vago
e tu
a sorreggermi il mondo.


Mariangela Guatteri, EN, Edizioni d’if, 2009


Mariangela Guatteri (Reggio Emilia 1963) si occupa di Architettura dell’informazione e di ricerca nel campo delle arti visive e multimediali.
Ha pubblicato la raccoltadi poesie Carbon Copy [Cc], Edizioni Il Foglio, 2005 ed è presente in antologie poetiche