Andrej Belyj – Glossolalia II

-Tutte le nebbie che impedivano di vedere si diradavano; i superstiti di Atlantide hanno visto un disco accecante; Atlantide, andata incontro alle onde, splendeva con le cime dei monti: con le terre emerse delle isole; le terre, brillando di sale, crescevano di dall’acqua del diluvio formando golfi e scalgioni; le onde, irrompevano d nei golfi, ribollendo con gli ori dei bagliori; e volando lungo la riva come schiuma fatta di brandelli, volando lungo le sabbie_ lungo i sali – come strisce di vetro, volavano nei laghi( per versare il sale); e sgorgavano al contrario; e il sale sidepositava.
Ecco questo racconto dei suoni:
We-ol:wol-woln;soln-saln-seln;chlin-nz-zk-k:ktz;w-zwt.
Di cosa narra?
“we-ol-
-le nuvole-
-e”weoln” ( le onde del mare)
corrono; il sole splende: sol-so! E assottilgiandosi sullesabbie, vola il flusso d’orao: seln-siln! Ed ecco che è sgogato in un lago: inessosi depositano i slai:”nze-ze!”, in esso crescono le rive “ze-ka-ka” E l’erba( ti-te-ta) inizia a fiorire (“z”) [in russo zacvetaet] com eun fiore [cvet],
sotto la “v”, all’aria aperta:e “z-v-t” osciellano.
Ecco quali scene sono inscritte per noi nei suoni:bisogna saperli leggere; tutti i suoni sono racconti, testamenti, eredità, miti.

Andrej Belyj – Glossolalia, Poema del suono, Medusa ed. 2006 pag.68

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Andrej Belyj (Boris Nikolaevich Bugaev, 1880-1934) figlio di un grande matematico è uno dei più importanti esponenti del simbolismo russo. Studioso di Kant e Schopenauer tra le sue opere Pietroburgo (1916) Cristo è risorto (1918) e il carteggio con Pavel Florenskij L’arte il simbolo e Dio: Lettere sullo spirito russo

Scritto nel 1917 al ritorno da Dornach (Svizzera) dove il il poeta si trovava in qualità di adepto dell’antroposofo Rudolf Steiner, Glossolalia Poema del suono venne pubblicato soltanto nel 1922 a Berlino dove l’autore aveva vissuto per due anni dopo la rivoluzione e la guerra civile russa. L’argomento del poema nasce dall’innesto del saggio di Scienza occulta (1910) di Rudolf Steiner dove illustra su imitazione della cosmogonia descritta da Steiner i quattro giorni della creazione dei suoni;  attraverso una forma poetica di argomentazione Bleyj mostra le affinità etimologica di alcune delle parole basilari per l’uomo nelle lingue appartenenti al ramo indoeuropeo.

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A. Belyj – Glossolalia – Poema del suono

Misteri profondi giacciono nella lingua: nel tuono dei suoni ci sono  i significati di un’enorme parola; ma i tuoni dei suoni e i lampi istantanei dei significati sono celati da una nuvola metaforica, che da se stessa versa nelle onde del tempo le linee dei concetti non espressi: E come per noi l’acquazzone, i tuoni e le nuvole non hanno nessuna analogia, così non la hanno neanche i significati dei suoni e le immagini della parola; si differenzia da loro l’arido, piatto significato concettuale. Cos’è la terra? E’ lava; una fiamma ha forgiato solo la crosta dei cristalli (delle pietre); e i mormorii della lava battono nei crateri dei vulcani; e lo strato superiore- della terra- è molto sottile; è ricoperto d’erba. Così è anche la parola, che è tempesta dei ritmi fusi del significato sonante; questi ritmi sono forgiati dalla massa delle radici silicee; il significato focoso è nascosto; lo strato superiore è la parola-immagine ( la metafora);il suo suono, come ci dice la storia della lingua, è solo la combinazione di suoni disgiunti e corrosi; e l’immagine è il processo di distribuzione del suono; e i significati di una parola abituale –erba! – iniziano a crescere da esso. In tal modo: la caduta della purezza fonetica è lo sviluppo dello sfarzo dialettico; e la caduta dello sfarzo è il termine, è l’autunno del pensiero. La fiamma impetuosa, il granito, l’argilla e le erbe non hanno nessuna analogia; nessuna analogia; per noi non hanno nessuna analogia i significati: dei concetti, delle metafore, delle radici e dei movimenti del flusso dell’aria, che costruisce i suoni del Cosmo gigantesco (nella cavità della bocca). A.Belyj, Glossolalia- Poema del suono, Medusa  ed. 2006